Animazione 2021

"MA SOLO INSIEME... Ai volontari e alle comunità parrocchiali"

“I volontari sono in grado di adoperare le proprie abilità e capacità per un bene altrui; i volontari non sono remunerati, non perché non valgono nulla, ma perché sono inestimabili.”
F., volontario Caritas

L’anno 2020 nella sua straordinarietà ha accelerato processi e creato nuove formule in tutti i settori.  La sfida più grande e impegnativa è stata il mantenere il focus sulla relazione, all’interno di un contesto che costringeva ad una quotidianità di isolamento forzato e distanza. Nel cambiamento e nell’emergenza siamo rimasti nudi con le nostre fragilità, senza uno sguardo altrui che riconoscendoci, ci coprisse di compassione e amore. La frequente alternanza di stop e ripartenze ha aumentato l’incertezza sul futuro, la sfiducia e influenzato negativamente, le capacità di programmazione e pianificazione.

L’elemento che ci ha permesso di incrociare di nuovo la presenza calda degli altri è stata la creatività. Possiamo infatti scegliere di abbandonarci al cambiamento come alternativa all’essere affondati da esso. La dialettica tra le contingenze dell’ambiente attorno a noi e le nostre individualità, fatte di povertà e di risorse, ha permesso nuove trame nella storia. Il lavoro costante di cura dei volontari passa anche nella quotidianità di un rapporto di fraternità gratuita, fatta di “Buongiorno”, di cibo per l’Anima e ispirazioni per il cuore, inviate tramite telefono. Tutto ciò in misura doppia e tripla, rispetto ai periodi pre-emergenza; infatti quando si è debilitati è bene mangiare un po’ di più.

“Nel cambiamento e nell’emergenza siamo rimasti nudi con le nostre fragilità, senza uno sguardo altrui che riconoscendoci, ci coprisse di compassione e amore”

In un clima di sopravvivenza anche “le tartarughe hanno iniziato a correre”, inimmaginabile lo stupore nell’assistere alla presenza in diretta streaming, di persone prima refrattarie all’utilizzo di piattaforme digitali. I nuovi contatti sono fioriti, una rete di passaparola e di misure emergenziali comuni, ha annodato i fili di nuove relazioni, facendo nascere collaborazioni per opere specifiche come: il supporto di croce rossa e protezione civile per la mensa estiva oppure  l’opportunità di confezionare i pacchetti regalo di Natale per i clienti di un centro commerciale in cambio di offerte, e il rafforzamento delle raccolte alimentari, coinvolgendo le parrocchie presso il gruppo di supermercati che da anni con fiducia, ci sostiene con collette straordinarie.

Nel 2020 uno dei temi dei quali si è parlato di più è stato il tema della comunità, affrontato anche tramite il percorso di costruzione di comunità guidato da Davide Boniforti, relatore della nostra prima assemblea della carità on line, che ha portato a ulteriori sviluppi per la nostra Diocesi.  Una grande rivoluzione è avvenuta per ciò che riguarda l’annuale mensa estiva, che per la prima volta ci ha visti ospitati in un luogo pianamente diocesano e sinodale come i corridoi dell’ex seminario. Una comunità in cammino che dialoga e nonostante la paura sceglie di continuare a “starci”, “perché La Provvidenza va provocata”, ma per agire ha bisogno dello “stare da parte delle persone.

Molti nei periodi del primo lockdown si sono fermati, sono rimasti sommersi dall’interiorità che precedentemente veniva zittita dalla frenesia di tutti i giorni. Altri nell’ascolto assorbito di sé hanno sentito parole nuove, avvicinandosi così al servizio, seppur emergenziale, settoriale, misurato; hanno vissuto un’apertura mentre tutto attorno era chiuso. La fatica degli operatori è stata tanta, in un momento del genere anche gli esperti dell’aiuto non sono più così esperti. L’umanità è fatta di carne, anche sotto l’abito del ruolo sociale indossato.