Chi siamo

La Caritas Diocesana di Fano, Fossombrone, Cagli e Pergola viene costituita nell’anno 1972 mediante il decreto dell’Arcivescovo mons. Costanzo Micci.

ASCOLTARE insieme all’OSSERVARE e al DISCERNIMENTO, costituiscono il metodo assunto dalla Caritas, per essere in grado di:

  • Conoscere persone, realtà e situazioni;
  • Progettare interventi significativi ed efficaci;
  • Promuovere azioni pastorali con sistematicità e concretezza, in vista di una triplice finalità.

 

SERVIRE E’

  1. I poveri, incontrando, ascoltando ed accogliendo chi si trova in situazioni di bisogno;
  2. La Chiesa, animando e coinvolgendo la comunità cristiana;
  3. Il territorio/mondo, la vasta e variegata comunità degli uomini.

 

ASCOLTARE E’

  • Il primo passo per entrare in relazione con la persona;
  • Uscire dalle mostre vedute, dai nostri schemi, dai nostri bisogni, dalle nostre sicurezze…;
  • Disponibilità ad accogliere, a fare spazio all’altro e alla realtà che ci sta attorno;
  • Prendere parte, accogliere, condividere, lasciarsi “ferire” dalle vicende che accadono, dalla vita che ci viene raccontata;
  • Uno stile, un atteggiamento, per cogliere e farsi carico di presenze, silenzi, situazioni, privazioni, aspirazioni, fatti, drammi…

 

OSSERVARE E’

  • Accorgersi della persona che ci sta accanto e di quanto accade;
  • Rilevare le tante povertà “vecchie” e “nuove”;
  • Individuare le varie risorse e disponibilità singole e di gruppo;
  • Uscire dalla soggettività, dalla superficialità, dalla genericità nella programmazione della pastorale della carità, fissando obiettivi specifici in risposta alle problematiche individuate, obiettivi condivisi con gli altri soggetti pastorali (catechisti, animatori liturgia, gruppi, associazioni di volontariato, etc.).

 

DISCERNERE E’

  • Distinguere decidere, assumere responsabilità, coinvolgimenti, riguardo alle problematiche presenti sul territorio;
  • Rendersi conto che l’amore preferenziale per i poveri è un criterio di discernimento pastorale ineludibile per la comunità cristiana;
  • Confronto e scambio di informazioni su quello che viene rilevato e messo in atto a livello territoriale;
  • Supporto e indirizzo su queste tematiche, agli Uffici pastorali diocesani e agli organi di partecipazione;
  • Progettare e lavorare in rete con i vari soggetti pastorali e della comunità civile.